il labirinto Berico e gli inconfondibili Euganei

Dopo l’assaggio di salita dei colli di Soave, incontrerete i Colli Berici.

Prestate attenzione, ricordatevi da dove siete arrivati. Li approccerete da Nord. Dopo qualche km, provate ad orientarvi. Sarei curioso di veder le vostre reazioni.

I Berici per me sono un pò come il Triangolo delle Bermuda, perdo continuamente il senso dell’orientamento. Un motivo c’è ed è chiaro se si guarda una cartina topografica.

Chiaramente la topografia è legata alla loro genesi e agli agenti che hanno contribuito alla morfologia attuale di un altopiano carsico. Una antichissima scogliera corallina evoluta in una piana carsica con le inconfondibili depressioni chiamate doline, senza pigli per l’orientamento. L’attraversamento dei Berici comporterà quindi una salita iniziale, un attraversamento con un bel “mangia e bevi”e una discesa in uscita. Vi accorgerete anche che la salita sarà più dolce della discesa e questo, dovuto all’inclinazione verso ovest della piana carsica che crea una naturale via d’accesso.

berici

Curve di livello dei Berici. Esempio di morfologia carsica, dove si riconoscono facilmente le forme circolari delle depressioni create dal dilavamento carbonatico (doline). Nel margine nord-este è facilmente identificabile la scarpata che attraverserete nella ripida discesa verso Villa del Ferro.

 

euganei

Morfolofia Euganea. A differenza dei Berici, le curve di livello sono facilmente identificabili e percorrendole si ricostruiscono immediatamente le forme coniche dei colli Euganei.

Ok, ora siete arrivati all’ultimo punto di controllo, dalla Teresa, su in cima al Passo Roverello a quota 340mslm, Cima Coppi della MMM 2016. Non vi resta che scender e far gli ultimi km prima di rientrare in Abbazia.

Concentratevi un attimo, volgetevi verso nord ovest, ripercorrete con la vista tutta la strada fatta finora e poi tuffatevi in discesa.

Inizierete un perfetto transetto che taglia tutte le diversità dei Colli Euganei. Le ruote percorreranno crinali che dividono gli assolati “Vegri” dai boscosi “maronari”.

Abbassandovi di quota e attraversando il valico del “sasso negro” inizierete il bellissimo sentiero del Monte Cecilia. Negro, nero, basaltico filone che solleva una collinetta presso Arquà, quel basalto che si ritrova anche all’interno dell’altopiano Berico. Connessioni.

ruta3

Gustatevelo tutto questo sentiero, non percorretelo in affanno. Passerete a lato di preziosi Vegri, dove resiste la Ruta Patavina nonostante qualcuno pensi che tutto si debba trasformare in un personale parco giochi.

 

Dai vigneti del Cecilia scenderete ancora verso la pianura, costeggiando antiche cicatrici lasciate dalla forsennata escavazione degli anni passati, trasformatesi in graziosi laghetti, fino a tornare sull’argine maestro, quello del canale Bisatto.

Non vi resta che tornare verso Este.

Sull’argine il vostro occhio destro sarà attirato dalle forme mosse, mutevoli dei colli appena attraversati, quello sinistro dall’orizzonte lontano della piana che si estende verso sud. Esempio pratico del paesaggio fantastico che questi rimasugli geologici riescono a creare.

Perdetevi!

 

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