MMM2017 L’idea

s0018227L’idea, ci vuole un’idea, si parte sempre da un’idea.

Infinito, solstizio, cammini, Toni, Otto storto…

I miei amici più stretti, forse,  hanno già intuito.

Non voglio esser ladro di idee, devo tutto questo elucubrare a Toni Mazzetti. L’otto storto è suo, un percorso infinito, senza capo né coda su e giù dai Colli Euganei.

Solstizi, equinozi, 26 marzo 2017, Infinitamente MMM.

Due punti fissi, uno a sud, uno a nord e un punto di intersezione circa a metà distanza tra i primi due.

Quello a nord è fisso da tempo, nella sede storica della famiglia Coffele, viticoltori di pregio nelle colline di Soave.

Quello a sud, partenza e arrivo, sarà l’antica trattoria Venier a Baone.

Il terzo punto risulterà dall’intersezione tra l’andata e il ritorno; il resto si sta ancorando pian piano al territorio.

Stabilita l’idea, bisogna passare alla tracciatura. Segnare una traccia, individuare un percorso in questo territorio, tra Euganei e Berici è complicato. L’edificato e la rete stradale  si sono sviluppate secondo antiche direttrici naturali: paleoalvei dell’Adige, canalizzazioni minori con andamento prevalente nord ovest – sud est.

Tracciare uscendo dall’orientamento principale, è andar contro “natura”, una natura indirizzata, antropizzata che porta ad aver direttrici principali, percorsi obbligati, luoghi distanti facilmente connessi e luoghi vicini difficili da raggiungere. Ci si trova costantemente sulla “sponda sbagliata” di un fiume immaginario.

Trovar tratti sterrati in tutto questo è ancor più arduo, ma allo stesso tempo stimolante, anche perchè il percorso non può esser una mera unione di tratti, deve seguire un “flow”.

Le foto aeree diventano le migliori amiche per risolver “l’unisci i punti”. Ci si passano sopra ore ed ore, cercando di capire se quel tratto è fattibile, se si può passare.

Alla fine si prendono quelle tracce fatte da infiniti click e si verificano pelandoci sopra per chilometri e chilometri.

Tracciare è perdersi. Solo così si impara la strada migliore.