MMM2017 si traccia #2

I nodi, nodi da sciogliere.

Il nodo Berico.

Punti di interesse da collegare il meglio possibile.

Strade, sentieri che spariscono mangiati dalle cave.

Alternative da trovare cercando di evitare la ghiaia immobile.

I Berici mi stregano ogni volta che ci vado. Non posso dire che mi piacciano più degli Euganei, questo no, ma una scappatella gliela concedo.

Sono belli senza dubbio, ma non mi ci sento mai a mio completo agio.

La primaria intenzione era di attraversarli più a est, sbucando sul lago di Fimon, ma sono tornato sui miei passi, ripercorrendo la parte più occidentale tra Orgiano e Sarego. In parte già percorsa nella scorsa edizione della MMM, ma su tratti paralleli.

La sensazione si ripete.

Ci si perde, è inutile.

Le doline in fondo non sono che dei grossi inghiottitoi. Forse son loro che attirano la nostra attenzione, portandocela via, facendo sì che il nostro senso d’orientamento si perda nelle rocce calcaree.

Pedalate forte il giusto. Quella velocità che vi faccia sentire la fatica e allo stesso tempo vi permetta, magari fermandovi per un attimo, di voltarvi indietro.

Quello che vedrete non è quello che avete appena passato percorrendo la traccia, ma altro, altre forme e colori che meritano almeno un vostro sguardo.

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